Il territorio di S.Antonino è costellato di piloni votivi, edicole e nicchie che costituiscono un insieme multiforme di architettura sacra popolare. È difficile stabilire la data di costruzione, più certe le motivazioni per cui si erigevano: protezione del territorio, adempimento di un voto, ringraziamento per grazia ricevuta; ma anche simboli per esorcizzare le incertezze della vita agricola: raccolti perduti, carestie, epidemie per uomini ed animali.

Nelle nicchie sono rappresentati quei Santi conosciuti per l’efficacia della loro invocazione, la Sacra Famiglia, la Vergine Maria, ma soprattutto la croce, simbolo potentissimo contro le insidie del diavolo e delle streghe.

Edicole e piloni del nostro territorio erano punti di sosta per la preghiera e la benedizione dei campi durante i percorsi delle Rogazioni che si svolgevano nei tre giorni prima della solennità dell’Ascensione.

Il progetto, “Lungo il percorso delle Rogazioni”, intrapreso nel 2012, avvia il primo censimento, la catalogazione dei manufatti e la mappatura dei percorsi delle Rogazioni.

ELENCO E UBICAZIONE DEI PILONI VOTIVI

  1. ORATORIO DI S. MARGHERITA a Casale Mariette. Affreschino a forma di trittico con la Vergine Maria in trono affiancata da S. Margehrita d’Antiochia e San Lorenzo.
  2. PILONE. “Pilun dal Cavalin” mostra l’immagine sorridente della Madonna Nera di Oropa
  3. PILONE. “Pilun dal Garitta” restaurato nel 2016 da artigiani locali. La nicchia racchiude l’immagine di Madonna che abbraccia il bambino dormiente.
  4. PILONE. “Pilone di via Cigliano” l’ottimo restauro eseguito nel 2017 ha riportato il manufatto alla sua antica bellezza.
  5. PILONE. “Pilun dei Monicu” la nicchia ospita la statua Madonna di Lourdes.
  6. EDICOLA. “Edicola via della Stazione” ospita le immagini di S. Antonio Abate e di San Sebastiano.
  7. CROCE VOTIVA di ferro battuto “zona Ronchi” .
  8. PILONE. “Pilun dal punt dla serca” dedicato a S. Pancrazio, alla Sacra Famiglia e al Battesimo Di Gesù nel fiume Giordano.
  9. PILONE.  “Pilone di Maria Ausigliatrice” il restauro, eseguito nel 2007, ha modificato in parte l’architettura del manufatto senza snaturarlo.
  10. PILONE. “Regione Poncetto” Elegante pilone con immagini ancora leggibili: San Luigi Gonzaga, Sacro Cuore, Annunciazione, Cristo In Croce.
  11. PILONE. “Zona Porcaregio” Restaurato nel 2014 è stato ridipinto nel rispetto dello schema compositivo originale:  Sacra Famiglia protetta da Dio Padre e dalla colomba dello Spirito Santo.
  12. NICCHIA. “Via San Giacomo”. Contiene l’antica statua di Maria Ausiliatrice.

C Chiesa Parrocchiale, punto di partenza delle rogazioni.

Cartina e percorso delle Rogazioni (clicca per vedere completa)

Canzone popolare molto antica di S.Antonino che veniva cantata nelle osterie del paese e tramandata solo oralmente da voci maschili. Il tempo cambia e muta uomini e cose, il brano cade nell’oblio.

Le origini della canzone sono ignote. Parole e musica si intrecciano in un testo che avvince e commuove.

La storia scompigliata narra di un soldato che, dopo aver lasciato la fidanzata parte per la guerra e viene ucciso durante una battaglia violenta. Prima di spirare rivolge il pensiero a Dio, all’amico e al re.

La canzone viene recuperata dal maestro Pier Luigi Bobba. Nel 2014 avvia le ricerche per rintracciare il motivo musicale e scopre l’ultimo cantore che ancora ricorda parole e musica: Giuseppe Tomeno. La canzone viene registrata su nastro magnetico e sottoposta all’attenzione del direttore della banda musicale Mauro Bosio al fine di trascriverla. L’impresa non va in porto. Nel 2015, grazie alle pressioni e al finanziamento dell’associazione, la canzone viene trascritta per banda e coro dal nuovo direttore della banda musicale Enrico Negro. Odesti Videsti viene suonata per la prima volta il 22 agosto 2015 dalla Banda Musicale di S.Antonino in occasione della festa patronale, con grande successo. Nel 2018 la canzone viene orchestrato per organo dal Maestro Alessandro Coggiola e presentata nel concerto di musica sacra dello stesso anno.

ODESTI VIDESTI

Odesti videsti

la gioia smarrir, la gioia smarrir.

Pace alla sua bell’anima

dopo di tanti affanni,

vissuti fra gli spasimi

lassù sul campo dell’onor, si dell’onor.

Trema fatal periglio, fatal periglio

minaccia, minaccia il traditor.

Giuriam, giurian sui nostri acciai, giuriam, giuriam.

Al campo i morti son dritti e storti,

al campo i morti son dritti e storti

siam vincitor.

Dio di tante grazie del tuo popolo abbi pietà.

Pietà le dei tuoi popoli, io sostengo l’amico, il Re l’amico, Re l’amico, Re.

Era un bel giovane presso l’amore si dobbiamo

vincere si si dobbiam vincere.

Dai cento spiriti lasciar la morosa

ma questo poi no, lasciar la morosa

ma questo poi no, la troverò dove sarò.

PROGETTO SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ECCLESIALE DELLA PARROCCHIA DI S.ANTONINO MARTIRE
SITA NEL COMUNE DI SALUGGIA
Nel 2012 l’associazione “Gruppo Ragazzi S.Antonino OdV” ha realizzato una mostra sui beni della Chiesa Parrocchiale di S.Antonino Martire dal titolo “Una Chiesa: una storia, un tesoro”. Per la realizzazione dell’esposizione sono stati esaminati tutti i paramenti e oggetti sacri (fino al 1980) presenti in Parrocchia, successivamente selezionati, puliti ed esposti. Abbiamo constatato già al tempo della poca curanza in cui veniva mantenuto il patrimonio culturale, aggravatosi negli ultimi anni, spesso abbandonato in scatoloni di cartone in locali non chiusi a chiave o con finestre aperte, dunque facilmente raggiungibili da topi e altri animali, oppure in vecchi cassetti umidi, o ancora nelle profondità di un vecchio armadio con nessuna curanza. Nel corso degli anni abbiamo esposto nuovamente qualche paramento in occasioni di mostre o visite guidate alla Chiesa.
Nel 2019, ripreso un lavoro iniziato anni fa: la storia della Chiesa Parrocchiale ci soffermiamo su un vasto elenco di oggetti che Don Massara (rettore della parrocchia) comprò nei primi decenni per 1900. Una descrizione sommaria dei paramenti che facilmente riuscii a collegarli a quelli presenti in Parrocchia: venivano descritti i più belli, facendo riferimento a tecniche e materiali utilizzati. Così iniziammo a documentarci e capimmo che era sciocco restare a guardare un patrimonio che, giorno dopo giorno, si dissolve sotto ai nostri occhi, soprattutto perché sapevamo. È un patrimonio al quale tutta la popolazione è legata.
Così iniziamo un progetto per la salvaguardia dei beni parrocchiali con il recupero di alcuni locali della casa parrocchiale, di mobili e oggetti sacri.
Un progetto realizzato al 50% nel 2019 e in fare di ultimazione.